Abbiamo chiesto ai cittadini di OpinionCity di esprimersi su una novità che dal 1° gennaio coinvolge i cittadini di Milano ma che presto potrebbe estendersi ad altre grandi città italiane: il divieto assoluto di fumo all’aperto. 

Con quasi 3000 voti, i nostri cittadini si sono espressi così: 

SI    80% 

NO 20% 

Al bando il tabacco in tutte le aree pubbliche 

Vi piace sedervi con amici o colleghi nel dehor di un bel bar e consumare un buon caffè, accompagnato da una chiacchiera e da una sigaretta? Bene, se siete di Milano, avete dovuto dire addio a questo rituale già da gennaio scorso; se vivete in un’altra grande città, godetevi le vostre ultime sigarette all’aperto perché probabilmente molto presto scatterà anche per voi il divieto di fumo in aree pubbliche. 

Le norme sono molto rigide: il divieto di fumo riguarda tutte le aree pubbliche o ad uso pubblico, ivi incluse le aree stradali, salvo in luoghi isolati dove sia possibile il rispetto della distanza di almeno 10 metri da altre persone. Le multe sono abbastanza salate: vanno dai 40 ai 240 euro! Il divieto non riguarda le sigarette elettroniche perché queste, non producendo combustione, non emettono monossido di carbonio e non contengono catrame. 

La parola ai cittadini 

Che ne pensano i milanesi? Come stanno vivendo questo divieto? C’è chi accetta di buon grado e chi solleva obiezioni e critiche. 

C’è chi ritiene che sia giusto vietare il fumo all’aperto perché chi non fuma non deve subire il fumo passivo. È innegabile che il fumo passivo rappresenti un rischio per la salute, e questo divieto potrebbe davvero fare la differenza. Inoltre, le nuove norme potrebbero incentivare i fumatori a considerare di smettere, contribuendo a una società più sana. 

Tuttavia, molti pensano che sia veramente difficile per un fumatore milanese trovare un luogo aperto dove non ci siano altre persone nel raggio di 10 metri, cosa che invece sarebbe più semplice in piccole cittadine. 

D’altra parte, è importante ascoltare anche le preoccupazioni di chi fuma. La libertà personale è un valore fondamentale, e trovare un compromesso è essenziale. Magari si potrebbero creare aree designate per fumatori, in modo da rispettare le esigenze di tutti.  

C’è chi si dice sollevato dal fatto che le sigarette elettroniche non rientrino nel divieto, c’è chi dice che sarà molto difficile far applicare la norma e che i controlli sicuramente saranno insufficienti. 

La parola alla scienza 

La decisione dell’Amministrazione comunale di Milano sta trovando l’appoggio del mondo scientifico. Particolarmente positivo il parere del professor Pier Mannuccio Mannucci, ex direttore scientifico del Policlinico ed esperto di problematiche che derivano dal fumo, secondo cui “il fumo passivo è nocivo per la salute quanto il fumo attivo. Vietare le sigarette all’aperto è senza dubbio un provvedimento che va nella giusta direzione. La sigaretta si somma agli effetti dello smog e li moltiplica. Oltre a problemi cardiovascolari, infarti and ictus, causa i tumori. Le iniziative che vietano le sigarette sono molto valide”. 

Verso città smoke-free? 

Un’aria più pulita per tutti, spazi pubblici più vivibili: questo l’obiettivo delle città smoke free. Meno fumo si traduce nel tempo in meno malattie e maggior benessere per tutti. 

Il concetto di città smoke free, dove vige il divieto di fumo, nasce dunque dall’esigenza di tutelare la salute dei cittadini e diminuire l’inquinamento.  

Nel mondo il divieto di fumo nei luoghi pubblici, anche all’aperto, viene già applicato in diverse città. In molte metropoli del Giappone, da Tokyo a Kyoto, è assolutamente vietato fumare in strada. Sono state allestite soltanto delle zone fumatori apposite fornite di posacenere. Queste, vista la somiglianza a vere e proprie gabbie, spesso inducono anche i tabagisti più incalliti ad evitare di fumare.  

In Svezia, dove il numero di fumatori è poco elevato, dal 2019 è vietato fumare nei ristoranti all’aperto, in stazioni e banchine dei mezzi pubblici e nei parchi per bambini. Tali divieti aumenteranno esponenzialmente nei prossimi anni visto che la Svezia punta a diventare il primo Paese interamente smoke free entro il 2025.  

In Italia c’è già una città dove lo smoke free è realtà. Si chiama San Lazzaro di Savena, paese di circa 30mila abitanti che si trova in Emilia-Romagna, provincia di Bologna, fin dal 2013. Inoltre, nel 2017 il Comune ha lanciato corsi gratuiti per smettere di fumare, tramite la Asl di Bologna. In questo modo molti cittadini hanno potuto adeguarsi al meglio alle nuove restrizioni. 

Sono già diversi anni che da Nord a Sud dello stivale, i sindaci delle città costiere stanno applicando il divieto di fumo in spiaggia con ordinanze sempre più restrittive.  

Tra le grandi città, le prime a seguire l’esempio di Milano, potrebbero essere Venezia e Roma. 

Insomma, nonostante le voci fuori dal coro che protestano contro le limitazioni della libertà personale, la tendenza al divieto assoluto di fumo si sta affermando un po’ ovunque. 

E tu cosa ne pensi? 

  • Se pronto/a a rinunciare alla sigaretta all’aperto, come già hai fatto nei luoghi chiusi e sui mezzi di trasporto? 
  • Pensi che queste ulteriori limitazioni al fumo di sigaretta possano avere un impatto positivo sulla qualità dell’aria e sulla salute pubblica? 
  • Pensi che i fumatori saranno sempre più discriminati ed emarginati? 
  • Come conciliare la libertà individuale con le esigenze della salute pubblica? 

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