Lo shelf test o test di scaffale è un’indagine di mercato volta a valutare la visibilità di un prodotto rispetto ai suoi competitor nel momento in cui viene esposto sullo scaffale di un supermercato. Quanto si nota la confezione? Quanto colpisce? Quali elementi rimangono maggiormente impressi? Recentemente, Testpoint ha organizzato proprio uno shelf test per un’importante azienda produttrice di passata di pomodoro in bottiglia. Vi raccontiamo come si è svolto. 

Lo shelf test 

Sappiamo tutti quanto sia importante che la confezione di un prodotto catturi l’attenzione di chi si reca a fare acquisti al supermercato: i prodotti sono tantissimi, gli scaffali sono sovraccarichi e la confezione, con il suo logo, i suoi colori, la sua grafica, deve essere studiata per catturare l’attenzione del consumatore. Ma come si fa a sapere se l’azienda produttrice è riuscita davvero nel suo intento? 

Si può fare ricorso ad uno shelf test. Si tratta di ricostruire presso una apposita location lo scaffale del supermercato esponendo il prodotto da testare insieme ai suoi competitor, invitare i consumatori ad osservare lo scaffale per un tempo predefinito e poi, una volta allontanatisi, chiedere loro che cosa ricordano, che cosa hanno notato, ecc. In un momento successivo, si mostrerà loro  il prodotto che ci interessa per un esame dettagliato. 

Come si è svolto il test 

Recentemente, Testpoint ha organizzato uno shelf test su passate di pomodoro in bottiglia di vetro. Nel test sono state coinvolte 400 persone, 200 a Roma e 200 a Milano. Si è trattato di un test quantitativo con questionario autocompilato su tablet. 

Testpoint si è occupato di reperire il campione richiesto di consumatori di passata di pomodoro in bottiglia di vetro e allestire la location in modo che il test potesse svolgersi nei due momenti previsti, la prima fase davanti allo scaffale e la seconda in un’altra sala per l’osservazione e valutazione dettagliata, rispondendo alle domande del questionario caricato su un tablet. 

Nel momento iniziale, gruppetti di tre persone per volta sostavano per 25 secondi (una persona dello staff controllava il tempo con un timer) davanti allo scaffale osservando i prodotti esposti. 

Scaduti i 25 secondi, le persone venivano fatte accomodare in un secondo ambiente per un momento di recall: veniva chiesto loro di rispondere ad alcune domande su cosa ricordavano di quello che avevano visto, che cosa li avesse colpiti maggiormente, che tipo di confezioni avessero notato. 

Subito dopo, si passava alla valutazione vera e propria della confezione del prodotto in test:  prima in video e poi dal vero, al partecipante veniva proposto il prodotto in due varianti di confezione, leggermente differenti nella grafica o nei colori, e veniva chiesto quale preferissero. Eliminata la confezione meno gradita, veniva il momento di concentrarsi nel dettaglio sulla confezione prescelta, osservando e valutando tutti gli elementi, dal tipo di vetro della bottiglia, alla sua maneggevolezza ed ergonomicità, ai colori utilizzati per l’etichetta, alla grafica ecc. 

E finalmente, nella fase finale del lavoro, i partecipanti passavano in un altro ambiente in cui trovavano su un tavolo il prodotto esaminato insieme ad altri tre prototipi dello stesso prodotto, per una valutazione complessiva e un confronto. 

In tutto, a ciascun partecipante era richiesto un impegno di circa 40 minuti.