Stavolta abbiamo interrogato i cittadini di OpinionCity su un argomento che per ogni italiano ha un che di sacro: il caffè! Che il caffè sia una bevanda iconica, che in qualche modo rappresenta la nostra italianità, non ci sono dubbi: di cosa sentiamo la mancanza quando siamo all’estero? Ecco, possiamo rinunciare a tutto ma di un buon caffè la mattina non si può proprio fare a meno.
Ma come lo preparano, il caffè, i cittadini di OpinionCity? Sono affezionati alla buona, vecchia Moka o si sono convertiti alle nuove macchine a cialde o capsule? E quali sono le ragioni delle loro scelte?
Con 1.487 voti, i nostri cittadini si sono espressi così:
MOKA 41%
CIALDE-CAPSULE 59%
Un po’ di storia
La storia del caffè in Italia risale al XVI secolo e le sue radici si intrecciano con l’emergere delle caffetterie in Medio Oriente durante l’Impero Ottomano. Il caffè fu introdotto qui da noi dal botanico e medico veneziano Prospero Alpini, il quale lo conobbe e lo apprezzò durante le sue spedizioni in Egitto. Le caffetterie in Italia divennero rapidamente popolari, fungendo da centri per intellettuali e artisti. Accolto inizialmente con scetticismo, il caffè gradualmente guadagnò popolarità, fino a diventare parte integrante della vita quotidiana degli italiani.
Ma come si preparava allora il caffè? Fino all’inizio dell’800 il caffè era preparato prevalentemente alla maniera araba: i chicchi, dopo la tostatura, erano macinati e versati in acqua (spesso con l’aggiunta di spezie) che poi si portava all’ebollizione. Per arrivare alla prima macchina da bar per il caffè espresso bisogna arrivare al 1884 quando fu brevettata la prima macchina che utilizzava una combinazione di acqua bollente e vapore.
Questo tipo di macchine divennero ben presto popolari nei bar dove si poteva consumare il caffè espresso, stando in piedi al bancone invece che seduti al tavolino.
Dopo la pausa imposta dalla Seconda Guerra Mondiale, il caffè comincia ad affermarsi con forza nel Belpaese, anche grazie all’invenzione di un nuovo tipo di macchina per caffè espresso da bar che utilizzava anche la pressione accanto alla forza del vapore per avere un’estrazione più completa e ottenere una bevanda più concentrata e aromatica.
L’omino con i baffi e la rivoluzione della Moka
Ma la rivoluzione del caffè casalingo arriva nel 1933, quando l’ingegner Bialetti progetta e realizza la famosa macchinetta in alluminio dal serbatoio ottagonale. Il prodotto, con il suo storico logo raffigurante “l’omino coi baffi” è rimasto praticamente invariato negli anni, ed è presente nella collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano e del MoMA di New York.
Dal punto di vista estetico, il design della moka è stato indicato come Art déco, tuttavia alcune fonti lo considerano più vicino all’estetica futurista.
L’origine del nome dell’apparecchio risiede nel nome della città portuale di Mokha, nello Yemen, da dove partivano per l’Occidente le navi cariche di caffè: questo paese è da secoli infatti una delle prime e più rinomate zone di produzione di caffè, in particolare della pregiata qualità arabica.
Vi chiedete da dove è nata l’idea geniale di estrarre il caffè dai chicchi macinati con questo procedimento che i chimici chiamano “percolazione”? Bialetti ricavò l’ispirazione per il prodotto osservando la moglie fare il bucato con una lavatrice chiamata lisciveuse (da liscivia, un tempo diffuso detersivo economico); in questa lavatrice, si aveva una sorta di caldaia (in cui si mettevano i panni, l’acqua e il detersivo) con un tubo, la cui estremità superiore era forata; giunta a ebollizione, l’acqua risaliva lungo il tubo, qui, si raffreddava e riscendeva, sciogliendo la lisciva, che poteva meglio spargersi sui panni.
E così, da una rudimentale lavatrice alla geniale macchinetta del caffè dal design brevettato, il passo è stato relativamente breve!
Il caffè monodose
Le macchine da caffè a capsule hanno una storia relativamente recente, iniziata negli anni ’70 quando Eric Favre, un ingegnere svizzero, ideò un sistema che permetteva di ottenere un caffè di alta qualità utilizzando capsule monodose. La sua invenzione si basava sull’idea di pressurizzare l’acqua in modo più efficace per estrarre meglio gli aromi del caffè, creando una crema densa e ricca. Questa innovazione portò alla fondazione di Nespresso nel 1986, che divenne il leader indiscusso del mercato.
Le macchine da caffè a capsule rappresentano una sintesi perfetta tra tradizione e modernità. La praticità è uno degli aspetti più apprezzati: inserendo una capsula, premendo un pulsante, in pochi secondi si può gustare un espresso perfetto senza dover macinare il caffè, dosare l’acqua o pulire la macchina. Questa semplicità ha conquistato molti consumatori, trasformando il caffè da un rituale complesso a un gesto quotidiano accessibile a tutti.
E le cialde? Le cialde forse nascono anche qualche anno prima, molto semplicemente per rispondere all’esigenza di non sprecare e non sporcare. Le prime cialde confezionate in filtri di carta non rigida, erano infatti pensate per essere inserite nella macchinetta Moka. Con il brevetto da parte di Illy nel 1974, le cialde prendono sempre più piede e si affermano per le macchinette monodose. Fateci caso, le cialde sono accompagnate dall’acronimo ESE che sta per “easy serving espresso”, ovvero l’espresso facile da servire. Le cialde ESE sono infatti composte da un involucro di carta al cui interno è contenuto il caffè in polvere pronto da preparare.
Moka vs capsule: pro e contro
Ma andiamo ad esaminare un po’ da vicino i pro e i contro delle due metodiche di preparazione di un buon caffè.
Gli amanti del caffè, generalmente, si dividono in due grandi categorie: coloro che preferiscono il caffè macinato per moka e chi, invece, ha deciso di acquistare una macchina del caffè a cialde o capsule. Nel primo caso, si tratta di un legame con la tradizione, nel secondo si tratta di prediligere praticità e rapidità. Facciamo una rapida carrellata ed esaminiamo insieme vantaggi e svantaggi delle due metodiche.
La qualità: c’è poco da discutere, il fattore di base è la qualità della miscela che può essere elevata in entrambi i casi. Gli estimatori della Moka sottolineano il sapore più delicato e l’aroma inebriante; al contrario, per un espresso cremoso, intenso e molto simile a quello del bar di fiducia è suggerito optare per le macchinette a cialde o capsule.
I costi: fate due conti, non è difficile. Calcolate quante tazzine riuscite ad ottenere da una confezione standard di 250 gr. di caffè macinato per la Moka e confrontate il prezzo della singola tazzina così ottenuta con quello di una singola cialda o capsula. Vi renderete conto subito che non c’è paragone: appare evidente che il caffè con la Moka sia decisamente più economico ma, se spendere qualcosa in più può velocizzare i tempi in ufficio o in luoghi generalmente affollati, allora il gioco può valere la candela.
In buona sostanza, accanto al prezzo più contenuto, il vantaggio della Moka è la sua tradizionalità che trasforma la preparazione del caffè in un rituale. Lo svantaggio è la manutenzione in quanto la macchinetta va lavata manualmente e non in lavastoviglie.
Per la macchinetta con cialde o capsule, i vantaggi sono la praticità, la velocità e anche, perché no, il design dell’apparecchio che ben si adatta alle cucine moderne.
In ogni caso, sia per moka o capsule, la scelta è puramente personale: che sia preparato con la moka o con la macchinetta, il caffè rimane sempre e comunque la bevanda più amata, oltre che quella più indicata per ricaricare le pile in qualunque momento della giornata!
E tu cosa ne pensi?
- Nel preparare il caffè, dai più importanza alla tradizione o alla velocità?
- Quale delle due metodiche ti sembra una scelta più ecosostenibile?
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Tradizione in casa: Moka!!!!
La moka e un classico la mattina la preferisco perché emanò un buon profumo in tutta la casa..
Anche se per un caffè al volo nel pomeriggio uso anche le capsule
Dipende dal tempo che ho, ma le cialde stanno migliorando sempre più
Sono quasi a metà tra moka e cialde, anche se queste sono più pratiche da usare
Sono per la moka, adoro il borbottio del caffe che sale mi mette allegria e mi fa iniziare la giornata con una marcia in più.
Non ho la macchina a cialde e quindi nn lho mai provata.
La Moka emana un profumo di caffè per tutta la casa che ti risveglia al mattino, invece a mio parere le capsule o cialde( ok sono più comode e pratiche) ma SN inodori, non si sente quell’odore avvolgente!
Per praticità le capsule
Traduzione in casa!! Preferisco la Moka
È vero che la macchinetta a cialde (io ho la frog) assicura un ottimo caffè tipo bar ma vuoi mettere il piacere di gustare il profumo della moka nel mentre sale il nettare di caffè? Il profumo inonda tutta la casa e fa sì che la giornata inizi nella giusta maniera…
Per qualità e comodità preferisco le capsule nespresso
Macchina caffé com caffé macinato
Ormai le cialde vanno alla grande e a casa mia da anni si usano solo quelle
Moka , adoro il profumo di caffè a prima mattina a casa e poi e direi soprattutto il fatto che la mattina me lo porta in camera mio figlio di 14 anni, perché me l’ho prepara lui.
Cialde… Le uso per comodità, per dimezzare i tempi, per pulizia. Le cialde hanno dato una svolta alla vita per chi come me è sempre di corsa tra casa e lavoro.
Caffè in capsule con macchinetta dolce gusto
Io preferisco la moka da sempre
La moka la mattina nel latte è un rito per me
moka tutta la via !
capsule tutta la vita
Assolutamente la moka, caffè buono, economico e più ecologico.
Al mattino caffè con moka, dopo pranzo caffè in capsula.