Abbiamo chiesto ai cittadini di OpinionCity di darci il loro parere sul controverso provvedimento che nel regno Unito proibisce ai nati dopo il 2008 di acquistare sigarette per tutta la durata della loro vita. Con 2381 voti, i nostri cittadini si sono espressi così:
Molto/Abbastanza 80%
Poco/Per niente 20%
Obiettivo: ridurre le vittime
Insomma, nel Regno Unito la parola d’ordine è “tolleranza zero”. L’obiettivo è ridurre drasticamente il numero dei decessi per cancro del polmone e, se non ci si riesce con le buone, allora bisogna provare con le cattive. In altre parole, dove non hanno funzionato le spiegazioni scientifiche, la dissuasione fatta con modi gentili, i divieti di fumo in locali pubblici ecc., forse potrà funzionare una legge che proibisce ad un’intera generazione di accostarsi alle sigarette.
Certamente la tutela della salute pubblica deve essere un obiettivo primario per qualsiasi governo: in questo senso, la lotta al fumo e ai danni da esso provocati, non può passare in secondo piano.
Non ci sono dubbi, infatti, che il fumo di sigaretta sia la prima causa evitabile di morte.
E allora, in Europa si sta facendo abbastanza per tutelarci?
“Il fumo contribuisce al 20% di tutti i tumori in Europa e alla metà di tutti i tumori prevenibili, il che si traduce in circa 750.000 casi di cancro prevenibili in Europa ogni anno. Attualmente, il tabacco è la causa principale di oltre dieci tipi di cancro e l‘82% di tutti i tumori polmonari è dovuto al fumo. Inoltre, il fumo passivo è anche associato ai tumori della cavità orale, dell’esofago e del pancreas”, è quanto emerge dagli studi della Fondazione Umberto Veronesi.
Quanti morti si potrebbero evitare ogni anno, semplicemente smettendo di fumare?
Non si può negare che tanti tentativi siano stati messi in atto: dall’aumento della tassazione sulle sigarette, alle varie campagne informative che miravano ad un effetto deterrente, alle restrizioni sugli spazi per fumatori (ricordate quando si fumava tranquillamente nei locali pubblici?). Purtroppo, come sappiamo, il fumo crea dipendenza e quindi è difficile intervenire su chi fumatore lo è già.
Da qui, prende le mosse l’idea di andare a intervenire su chi fumatore non lo è ancora.
Se si impedisse ad un’intera generazione di avvicinarsi al fumo, per sempre, per tutta la durata della loro vita, estendendo progressivamente il divieto ai nati negli anni successivi, forse si riuscirebbe ad allevare una generazione smoke free! Secondo i calcoli, cominciando ad impedire l’accesso al fumo ai nati dopo il 2008, nel 2040 fumerebbero solo gli over 65, con ulteriori progressivi miglioramenti e benefici!
Il Regno Unito è la prima nazione in Europa a voler agire in questo senso: il progetto di legge è stato molto discusso e ha trovato favorevoli e contrari in Parlamento in modo trasversale nei diversi schieramenti politici. Ma alla fine, la legge è stata varata.
Una generazione smoke free è possibile?
Certo, i vantaggi sarebbero notevoli: si ridurrebbero drasticamente non solo le morti per cancro del polmone, ma anche quelle per ictus e malattie cardiovascolari riconducibili al fumo. Per non parlare della enorme riduzione dei costi sociali…
Ma guardiamo le cose da un altro punto di vista. Pensate che basti una proibizione per allevare una generazione intera disinteressata alle sigarette? O pensate che il divieto stimoli maggiormente la curiosità? Il proibizionismo, in realtà, non ha mai funzionato, anzi spesso ha stimolato commerci illegali favorendo solo la criminalità organizzata.
Poi, quanti sotterfugi vi vengono in mente che un ragazzo potrebbe facilmente mettere in atto per procurarsi senza troppe difficoltà una sigaretta?
E non pensate che il non fumare debba essere una scelta consapevole, supportata da adeguate conoscenze, piuttosto che un’imposizione?
E tu cosa ne pensi?
- Quante volte hai provato a smettere di fumare, con quali espedienti e con quali risultati?
- Pensi che una proibizione assoluta di acquisto di sigarette in base alla tua data di nascita ti avrebbe impedito di avvicinarti al fumo?
- Che cosa, secondo te, non funziona nelle campagne pubblicitarie antifumo?
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Sarei d’ accordo ma lo stato italiano che è quello che dice di non fumare ..ha il.monopolio e ci guadagna di questo. Se uno stato lo fa è perché tiene al suo.popolo..da noi non succederà mai
Io sarei molto d’accordo, ma purtroppo va avanti l’interesse. Della salute dei vittadini non importa nulla a nessuno. Sarebbe un enorme passo avanti ma sono scettica
Ho letto con interesse l’ articolo. Anche in Italia stiamo andando sempre più verso il NO SMOKING più assoluto ( vedi Milano). Io non fumo, e non ho mai fumato pur essendo cresciuta in una famiglia dove tutti erano tabagisti ( marito compreso! ) Trovo fumare inutile e soprattutto soldi buttati..
tant’è che chi ha questo vizio raramente smette, fossero anche a 10 euro un pacchetto di sigarette! Vabbè, anche le foto e gli avvisi sui pacchetti ( spesso foto raccapriccianti) chi fuma nemmeno le vede !…spesso però ho notato giovanissimi, specie ragazze, con la sigaretta in mano…cosa che fino ad una decina di anni fa notavo in calo! Boh, poi questa moda delle sigarette elettroniche, degli “svap”, la trovo semplicemente ridicola
Sante parole ma gli incassi dello stato sono superiori al problema della salute dei propri cittadini.
Sono d’accordo
Credo sia giustissimo
d’accordo, il fumo è da eliminare
Credo che sia limitativo introdurre un divieto, come tutti i divieti non farebbe altro che alimentare “traffici paralleli” in merito al farlo per migliorare la salute della gente si potrebbe pensare a vietare l’alcool (in ogni sua forma) per evitare tutte le patologie che ne derivano ma anche vietare merndine e bibite gassate per evitare altre cerchie di sicuri futuri pazienti. ma poi i nostri supermercati inizierebbero a ridursi di dimensioni (scomparendo interi reparti) e poi andremmo contro le carni rosse, le farine raffinate ecc e da li dovremmo tornare a coltivare l’orto personale e renderci conto che carote, finocchi e zucchine non crescono tutto l’anno e forse iniziare a chiederci da dove arrivino o come le coltivino o conservino (e forse se anche questo è salutare) insomma per ogni cosa io ritengo che la scelta (nostra da consumatori) oltre a una corretta e imparziale informazione siano la cosa più importante, una delle poche cose che ci sono rimaste e con cui possiamo incidere in modo significativo.