Quanto possono valere i divieti nella tutela della salute pubblica? E quanto invece potrebbero incidere campagne di sensibilizzazione e di educazione alimentare?
Insomma, per i cittadini di OpinionCity, nella lotta, sacrosanta, all’obesità le multe ai supermercati hanno un senso o no?
Con 2092 voti, i nostri cittadini si sono espressi così:
Molto-Abbastanza 46%
Poco-Per niente 54%
Nel Regno Unito la lotta all’obesità passa per le sanzioni ai supermercati
I temi legati alla salute pubblica sono sempre temi scottanti su cui tutti siamo chiamati a riflettere e a interrogarci seriamente. E’ fondamentale che lo Stato prenda, per quanto è possibile, le opportune misure per tutelarci riducendo l’incidenza di malattie quali il diabete e le malattie cardiovascolari che hanno anche un forte impatto sociale.
C’è poco da scherzarci su: il Regno Unito ha dichiarato una lotta senza quartiere all’obesità che ormai riguarda un cittadino britannico su tre, arrivando a rappresentare una vera emergenza per il Servizio Sanitario Nazionale. Il ministro della Salute ha dichiarato che l’obesità in Gran Bretagna è raddoppiata dagli anni Novanta e costa ormai al Sistema Sanitario l’enorme cifra di 11 miliardi di sterline l’anno, una cifra francamente insostenibile.
Bisogna assolutamente correre ai ripari: quindi, in un piano decennale di tutela della salute pubblica sono state previste iniziative drastiche quali imporre ai supermercati di ridurre di almeno 100 calorie il carrello medio della spesa.
Questo perché, secondo il governo britannico, diminuire la dieta di solamente 50 calorie al giorno sarebbe sufficiente a sollevare dall’obesità due milioni di adulti e 340 mila bambini.
Già, ma come si fa? E soprattutto, come si controlla che il supermercato rispetti le nuove disposizioni?
Un solo obiettivo, diverse strategie
La Grande Distribuzione dovrà impegnarsi a ridurre le vendite di snack dolci e salati aumentando quelle di cibi sani: bisognerà presentare periodicamente il rendiconto dei cibi venduti e chi non arriva agli obiettivi prefissati potrebbe incorrere in multe salate.
Naturalmente, ciascun punto vendita o ciascuna catena di supermercati potrà scegliere la strategia che ritiene più opportuna per raggiungere l’obiettivo fissato: dare maggiore visibilità ai cibi freschi, proporre promozioni e sconti, offrire punti fedeltà per l’acquisto di prodotti non processati, proporre ricette light su cibi pronti da asporto. Insomma, 3×2 sullo yogurt e, al contrario, bevande gassate e patatine relegate su scaffali meno in vista. I punti vendita dovranno presentare un rendiconto dei cibi venduti e chi non arriva agli obiettivi prefissati verrà sanzionato.
La decisione del governo, com’è normale che sia, ha incontrato diversi pareri contrari, specialmente tra l’opposizione, ma sembra che gran parte della popolazione abbia accolto con piacere la nuova manovra.
Un esame più approfondito
Ad un esame più approfondito, le disposizioni del Ministero della Salute britannico, non sono così drastiche come potrebbe apparire a prima vista.
Innanzi tutto, 100 calorie su un carrello medio della spesa, non sono poi tante: pensate che un normale succo di frutta da 200 ml ne contiene almeno 150, mentre una bustina di patatine fritte dà un apporto calorico di 280 – 320 calorie per 100 grammi.
Inoltre, la limitazione della vendita di junk food, il cosiddetto cibo spazzatura, a favore di cibi freschi e non processati, il cosiddetto healthy food, risulta anche conveniente per la grande distribuzione in quanto i cibi freschi sono mediamente più costosi e molto più facilmente deperibili, dei cibi non sani. Insomma, per la Grande Distribuzione non dovrebbe essere troppo difficile raggiungere gli obiettivi fissati e le nuove disposizioni non rappresenterebbero una penalizzazione dal punto di vista economico.
Ma è la soluzione giusta?
Insomma, il Governo inglese mette a dieta i consumatori o i supermercati? Come reagiranno i produttori degli alimenti che ora vengono senza mezzi termini definiti “spazzatura” e quindi relegati su scaffali poco visibili? E’ questa la soluzione giusta per affrontare il problema dell’obesità?
Ovviamente, le polemiche non sono mancate. La GDO accusa il governo di voler erodere i margini di profitto, spingendo verso un aumento dei prezzi, mentre i politici di parte avversa non hanno perso l’occasione per contestare il cosiddetto “nanny State”, lo Stato bambinaia, che agisce attraverso proibizioni e controllo sulle azioni del quotidiano.
Ma cosa ne pensano i cittadini di Sua Maestà? A quanto pare, il 60% della popolazione si dichiara favorevole all’iniziativa e anche le associazioni dei consumatori si sono schierate a favore delle nuove misure anti-obesità.
Ora la palla passa ai supermercati che sono chiamati a modificare le abitudini alimentari degli Inglesi!
E tu cosa ne pensi?
- Che pensi di uno Stato che, pur con le migliori intenzioni, mette a dieta i suoi cittadini “per legge”?
- Credi che siano più efficaci le proibizioni e le multe o le campagne informative?
- Pensi che anche in Italia l’obesità stia diventando un problema sociale tale da dover correre ai ripari con misure drastiche?
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È giusta lottare contro l obesità per un gatto di salute ma il problema non sono i supermercati ma il cibo che mangiamo che non è più naturale
Il problema dell obesità sicuramente non è da sottovalutare pertanto le restrizioni adottate in UK potrebbero nel tempo portare un miglioramento. Purtroppo lo junk food oltre che il palato soddisfa anche molto la vista ed è difficile rinunciarci. Altra questione importante è il dilagante disinteresse nel voler cucinare e dedicarsi alla preparazione dei pasti quotidiani Lo scambio di opinioni con svariate persone conferma questa statistica anche se molti non lo dichiarano apertamente e seguano con interesse in Tv e sui social le trasmissioni che parlano di cibo e cucina Guardare con attenzione e’ molto differente dal voler replicare in prima persona. Infatti per tale categoria la cosa più semplice da fare è acquistare cibi già belli e pronti e quasi sicuramente altamente processati. Altresì bisogna considerare che chi ha predilezione per il cibo difficilmente sceglie cose salutari poco condite e poco elaborate che peraltro costano anche di più si pensi ai prodotti biologici. Le persone che scelgono di mangiare poco ed in maniera salutare lo scelgono anche come stile di vita quindi per loro non c’è alcuna rinuncia o privazione nell’ evitare di mangiare alcune cose e solitamente sono quelli a cui il cibo non fa gola. Pertanto oltre a quanto proposto in UK ci sarebbe da fare una lunga analisi psicologica sul perché il più delle persone preferisca il cibo spazzatura a quello salutare.
Non è certo multando i supermercati che si combatte l’obesità, ma facendo informazione nelle scuole e sui posti di lavoro ed incentivando la sanità pubblica
È anche vero che quando sono stata in Inghilterra ho faticato a trovare cibi freschi: il supermercato del paese sembrava la sagra del precotto e surgelato
L’obesità è un problema che ormai sta prendendo piede anche in Italia. Lo stato, dovrebbe agire alla fonte del problema. Eliminare cibi troppo lavorati, fast food… Dovremmo ritornare un po’ alle origini
Non sono per nulla d’accordo chi ha problemi va aiutato soprattutto psicologicamente.