La nostra inchiesta, questa volta, si focalizza su un vero e proprio campo minato: quello dell’Intelligenza Artificiale e del suo utilizzo nel quotidiano, in ambito lavorativo e non solo. Come si pongono i cittadini di OpinionCity di fronte a questa nuova realtà? Quanto utilizzano l’AI? Che tipo di utilizzo ne fanno?
Con 1463 voti, i nostri cittadini si sono espressi così:
Sempre/Spesso 66%
Raramente/Mai 34%
L’AI: un aiuto nello studio, nel lavoro e non solo
Non negate, lo fate anche voi! Avete un lungo testo da leggere ma poco tempo per farlo? Volete mappe concettuali o schemi che vi aiutino nello studio? Dovete tradurre un testo da una lingua che non conoscete? Dovete scrivere una lettera o una relazione utilizzando un determinato linguaggio (formale, confidenziale o altro) senza stare le ore davanti allo schermo del computer a pesare ogni singola parola?
Oggi viene spontaneo rivolgersi a strumenti di Intelligenza Artificiale (AI) per risolvere nel giro di pochi secondi quello che fino a poco tempo fa avrebbe richiesto ore di lavoro.
Ma l’utilizzo non è solo nel lavoro: volete organizzare al meglio un itinerario di viaggio calcolando le migliori combinazioni di trasporti e ottimizzando i costi? Volete organizzare una cena a tema per sorprendere gli amici e avete bisogno di ricette e indicazioni per la spesa? Ecco che gli strumenti di Intelligenza generativa possono in un attimo venirvi in soccorso, proponendo la soluzione migliore per le vostre esigenze. È un bene? È un male? Rischiamo di perdere le nostre capacità di osservazione, di analisi, di formulazione di un pensiero complesso? O si tratta di strumenti volti solo a velocizzare le diverse attività del nostro quotidiano, semplificandoci la vita?
L’AI: curiosità e timori
Dalla sveglia con Alexa al filtro intelligente delle e-mail, dalla navigazione con Google Maps alle raccomandazioni personalizzate di Netflix: l’Intelligenza Artificiale ci accompagna costantemente nella vita quotidiana, spesso senza che ce ne accorgiamo.
È innegabile che l’AI stia avendo in tutto il mondo una crescita impressionante, sia come numero di utenti che come tempo di utilizzo. Anche gli italiani la utilizzano sempre di più non solo nel lavoro ma anche nel loro quotidiano: è quanto emerge da una ricerca effettuata da Adnkronos nel novembre 2025 su circa 3000 rispondenti.
Un dato importante riguarda l’utilizzo di strumenti di Intelligenza Artificiale generativa quali ChatGPT: nel 2025 li ha utilizzati spesso, più volte al giorno, il 23% degli italiani, contro il 16% del 2024, mentre cala sensibilmente la platea dei non utilizzatori, passando dal 56% del 2024 al 45% attuale. L’AI non è più percepita come qualcosa di distante, riservata a pochi addetti ai lavori, anzi 1 italiano su 2 ritiene che ci sia “molta Intelligenza Artificiale nella vita di tutti i giorni, anche se non sempre visibile”.
Nonostante l’incremento nell’utilizzo di questi strumenti (o forse proprio per questo motivo), gli italiani vivono con ansia la presenza dell’AI nel campo del lavoro: molti (53% degli intervistati) temono di poter perdere il loro lavoro proprio a causa dell’AI e chiedono che l’utilizzo sia regolamentato e trasparente.
The 70% degli intervistati ritiene infine necessario aumentare le proprie competenze digitali, confermando la centralità della formazione.
L’Intelligenza Artificiale è già tra noi
Chi di noi, per esempio, non imposta la sveglia mattutina utilizzando Alexa o un altro assistente digitale personale? E non vi capita di chiedere al vostro assistente di farvi ascoltare la musica che preferite o darvi informazioni dettagliate sul meteo?
Questi strumenti che ci aiutano a gestire appuntamenti, impostare promemoria, rispondere a domande, effettuare chiamate, inviare messaggi e controllare dispositivi domestici attraverso semplici comandi vocali, sono basati su sofisticati algoritmi di elaborazione del linguaggio naturale and Machine Learning.
Anche nel campo dell’intrattenimento, l’AI ha rivoluzionato il nostro modo di consumare i contenuti. Piattaforme come Netflix, Spotify, YouTube e altri analizzano le nostre preferenze per inviarci suggerimenti per nuovi film, serie TV, musica, podcast che potrebbero interessarci.
La creazione di contenuti rappresenta l’ambito di maggior utilizzo, seguita dall’analisi di dati e reportistica e dalle attività linguistiche e di comunicazione come traduzioni e riformulazione di testi per adeguarne lo stile e il tono.
Le applicazioni di navigazione come Google Maps, Waze e Apple Maps utilizzano l’AI per analizzare dati di traffico in tempo reale e prevedere i tempi di percorrenza, suggerendo i percorsi più veloci ed efficienti per raggiungere la nostra destinazione. Questi sistemi intelligenti sono in grado di ottimizzare continuamente i nostri spostamenti quotidiani considerando una serie di variabili come condizioni meteorologiche, lavori in corso, incidenti stradali, e persino i pattern storici di traffico in determinati giorni e orari.
E che dire dell’automazione domestica? Ormai il futuro è delle Smart Home dove l’AI è in grado di regolare temperatura e illuminazione, imparando le nostre esigenze e le nostre preferenze, mentre gli elettrodomestici connessi usano algoritmi predittivi per ottimizzare cicli di lavaggio o di refrigerazione. Il tutto, nell’ottica di creare scenari personalizzati per migliorare il comfort e ridurre gli sprechi.
Anche l’e-commerce è dominato dall’AI. Le varie piattaforme di compravendita impiegano strumenti di intelligenza artificiale per offrire esperienze di shopping sempre più personalizzate e accattivanti: gli algoritmi analizzano la cronologia degli acquisti, le ricerche effettuate, gli articoli visualizzati per offrire suggerimenti di acquisti idonei e pertinenti.
Nel settore del fitness, poi, non mancano dispositivi indossabili che utilizzano l’AI per monitorare parametri vitali, provvedendo contemporaneamente ad elaborare programmi di allenamento su misura che tengono conto anche dei progressi individuali e degli obiettivi prefissati.
Anche i social media fanno ampio ricorso all’AI per scegliere i contenuti che appaiono nei nostri feed in base alle nostre interazioni passate e all’interesse dimostrato per determinati argomenti.
Inoltre, alcuni servizi di posta elettronica intelligente utilizzano filtri antispam e sistemi di categorizzazione automatica,
E potremmo continuare a lungo, esaminando per esempio le applicazioni nel campo dell’automotive con le funzionalità integrate per l’assistenza nel parcheggio, basate anche queste su sistemi di AI, alle auto a guida autonoma; potremmo parlare dei servizi di assistenza medica in cui l’AI si sta rivelando un grande aiuto nella diagnostica predittiva, essendo in grado di esaminare in pochi secondi un’infinità di dati; o del settore dell’istruzione, in cui l’AI è in grado di elaborare piattaforme di apprendimento adattivo personalizzate.
E i rischi?
I benefici dell’utilizzo dell’AI nel quotidiano sono quindi abbastanza evidenti: l’impiego dell’AI può tradursi in un miglioramento della qualità della vita in settori chiave quali l’assistenza sanitaria, i trasporti, l’accesso all’informazione e all’istruzione. Un altro vantaggio da non sottovalutare è quello di rendere i luoghi di lavoro più sicuri, delegando lavori rischiosi a robot guidati da algoritmi.
Ma, si sa, ogni medaglia ha il suo risvolto e l’incremento dell’uso di sistemi di intelligenza artificiale comporta intrinsecamente una serie di rischi e sfide che non possono essere sottovalutati.
Il primo problema potrebbe essere l’impatto sull’occupazione in quanto l’automazione potrebbe causare una contrazione dei posti di lavoro.
Si potrebbero poi creare problemi di concorrenza distorta (nonché di trasparenza), dando innegabili vantaggi a chi ha maggior accesso alle informazioni. Altro importante problema a livello legale è quello legato alla determinazione della responsabilità civile in caso di danni provocati da dispositivi azionati dall’AI.
E poi, diciamo la verità, questi dispositivi, con tutta la loro “intelligenza”, sono poco flessibili e poco empatici, rendendo non facile l’interazione uomo-macchina!
Non è un caso quindi, che questa nuova tecnologia, anche se sempre più usata, è anche sempre più temuta. Addirittura, è emerso che il 57% di chi utilizza l’AI nel proprio lavoro prova un senso di colpa tutto nuovo, un disagio legato forse alla sensazione di perdere le proprie capacità e competenze. Il segreto sta forse nel ricordare sempre che l’AI è solo uno strumento e che è bene utilizzarlo con moderazione.
E tu cosa ne pensi?
- Per te l’AI è un utile strumento di supporto nelle tue attività quotidiane e lavorative?
- Temi che l’AI possa diventare troppo pervasiva e finiremo con il delegare troppo a questi che dovrebbero essere solo strumenti di supporto?
- Temi che i dispositivi guidati dall’AI possano avere ricadute negative sull’occupazione?
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