Un tema solo apparentemente frivolo e leggero ma che, in realtà, ci costringe a confrontarci con la presenza sempre più capillare dell’Intelligenza Artificiale nella nostra vita di tutti i giorni. Abbiamo chiesto ai nostri cittadini di OpinionCity se a loro piacerebbe partecipare ad un concerto in cui sul palco appare l’ologramma di un divo del passato. Ecco le loro risposte:

Sì 65%

No 35 %

Olo-concerti: la nuova frontiera dello spettacolo

L’intelligenza artificiale sta diventando sempre più pervasiva. Non soltanto l’IA può aiutarci in campo scientifico, ma è anche in grado di generare testi scritti alla maniera di qualsiasi autore scegliamo, è in grado di produrre opere di pittura o di musica di qualunque genere in tempi brevissimi. Ora è in grado anche di generare avatar che possono fisicamente sostituirci nel nostro ambiente di lavoro.

E, naturalmente, non potevano mancare le applicazioni anche nel campo dell’intrattenimento. Già da qualche anno, ci sono in giro per il mondo mostre d’arte immersive che ci consentono di vivere un’esperienza insolita e completa delle opere di pittori famosi.

Ma quale applicazione migliore, anche dal punto di vista commerciale, che non quella di far rivivere i mostri sacri del rock, quelli che erano capaci di richiamare folle oceaniche ai loro concerti, sperando di avere ancora la stessa partecipazione di fan nostalgici?

Digital Resurrection

Immagini tridimensionali, vive e in movimento di persone che non ci sono più, che però parlano, si muovono e cantano con assoluta naturalezza grazie alla magia degli ologrammi 3D e a un complesso lavoro di digitalizzazione e di design: riuscite ad immaginare le nuove frontiere dello spettacolo?

A quanto pare, il pubblico, sempre alla ricerca di novità, sembra gradire questa nuova forma di intrattenimento. In tutto il mondo, sono sold out, anche con largo anticipo, gli olo-concerti di star del passato. Olo-concerti che non solo non trovano ostacoli nelle famiglie degli artisti scomparsi, ma anzi ne ricevono il supporto, grazie al nuovo poderoso impulso economico che ne ricavono grazie ai diritti d’autore e alla vendita di gadget celebrativi.

Elvis for ever

E a novembre 2024, il grande Elvis è tornato sul palco in concerto: naturalmente come ologramma grazie all’Intelligenza Artificiale. Per realizzarlo, si è fatto ricorso a migliaia di foto e video dell’artista scomparso nel 1977, ma sempre vivo per i suoi fan.

Il tour, partito da Londra, ha poi fatto tappa a Las Vegas, Tokyo e Berlino per una “performance sbalorditiva”.

Lo spettacolo raggiunge il culmine con un’esperienza live che “ricrea l’impatto sismico di vedere Elvis dal vivo per un’intera nuova generazione di fans, confondendo i confini tra realtà e fantasia”, si legge nella brochure promozionale dello spettacolo.

Soltanto un grande business?

Pensate per un attimo: si possono far cantare ad un artista scomparso i suoi inediti dimenticati in un cassetto, si possono “ringiovanire” star viventi, come è stato fatto per gli Abba, facendoli apparire sul palco come erano nei loro anni migliori, si possono ricostituire band del passato facendone rivivere i componenti scomparsi. Un business incredibile, non vi pare? Non solo, ma con queste nuove tecnologie, si possono realizzare più concerti contemporaneamente in diversi luoghi del mondo. Quindi, non solo una “resurrezione virtuale” ma anche una possibilità di bilocazione!

Anche l’opera lirica si è avvicinata al mondo degli ologrammi: già qualche anno fa è stato realizzato uno spettacolo con l’alter-ego della “divina” Maria Callas, per la gioia di coloro che non hanno mai avuto il privilegio di assistere ad un’esibizione live di una leggenda della musica.

Qualcuno potrebbe trovare l’idea un po’ macabra, qualcuno invece potrebbe trovare splendida l’opportunità di vivere l’esperienza di un concerto dei Beatles o di Freddy Mercury.

Ma in fondo, è anche un modo di andare incontro ai desideri del pubblico, in un momento di pericolosa caduta di idee e di stile da parte della musica contemporanea, cosa che spiega la nostalgia e il rimpianto verso le stelle di una volta.

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