Abbiamo chiesto ai cittadini di OpinionCity di darci il loro parere sulla controversa proposta della giunta di Roma di introdurre un ingresso a numero chiuso e a pagamento per la visita alla Fontana di Trevi. Con oltre 3000 voti, i nostri cittadini si sono espressi così:
SI 44%
NO 56%
Obiettivo: contrastare l’overtourism
Da qualche anno, in molte delle nostre bellissime città d’arte, il turismo, da risorsa, si sta trasformando in problema. È l’overtourism. Si tratta di un fenomeno socioeconomico crescente e sempre più diffuso che consiste in un afflusso eccessivo di turisti, spesso concentrati in periodi particolari dell’anno, che le nostre città non riescono più a gestire. Città come Venezia, Firenze, Roma, sono diventate invivibili per i loro stessi cittadini, prese come sono d’assalto da frotte di turisti che hanno la pretesa di voler vedere e visitare tutto nel giro di poche ore, percorrendo tutti gli stessi itinerari.
Chi è responsabile di tutto questo? L’aumento smisurato di navi da crociera in grado di sbarcare migliaia di crocieristi al giorno, i voli low cost che incentivano il turismo di massa, il proliferare di bed & breakfast con offerte vantaggiose, le fiction e serie TV che invogliano a visitare le mete in cui sono ambientate…
Ora, se tutto questo da una parte genera sviluppo economico, aumenta i posti di lavoro, e in generale produce benessere, d’altro canto c’è sempre più il rischio concreto che l’eccesso di movimento turistico generi difficoltà ai residenti, fastidi crescenti e insofferenza.
Si arriva così a comprendere come a Barcellona i cittadini abbiano inscenato proteste contro i turisti per spingerli ad andare via, a Santorini sia stato istituito un numero chiuso in alcuni periodi dell’anno, a Venezia siano stati introdotti i tornelli per contingentare gli ingressi nei periodi di maggior afflusso.
Insomma, esiste una “soglia limite di sopportazione” psicologica, sociale e ambientale delle destinazioni, superata la quale gli abitanti finiscono per considerare il turismo come eccessivo e insostenibile.
La Fontana di Trevi
E ora tocca a Roma! La città, la Capitale, è meta di turismo da sempre e per un’infinità di buoni motivi. C’è chi la vista per interesse storico e archeologico, chi per i suoi monumenti unici al mondo, chi per motivi religiosi: Roma appartiene a tutti e a ciascuno e ognuno avrebbe il diritto di visitarla godendone al meglio.
Purtroppo, questo diventa sempre più difficile. Le masse di turisti, spesso intruppate al seguito di una guida, con ruolini di marcia da rispettare rigorosamente per portare a termine in poco tempo il programma stabilito, invadono la città rendendola difficile da vivere per chi vi risiede e vi lavora. I mezzi di trasporto sono intasati, i servizi difficilmente fruibili, i prezzi inevitabilmente più cari, un notevole impatto ambientale in termini di gestione di rifiuti e di inquinamento.
Certamente bisogna fare qualcosa!
Può essere una soluzione contingentare l’ingresso ai monumenti? Regolamentare i flussi con un sistema di prenotazioni e con l’introduzione di un ticket? Si comincerebbe con la Fontana di Trevi, il capolavoro barocco-classicista voluto a metà ‘700 da papa Clemente XII, il simbolo della Dolce Vita dove è irrinunciabile una foto e un lancio di monetine per qualsiasi turista che si rispetti, e si potrebbe continuare con altri siti di grande interesse.
Ha un senso? Può funzionare? Davvero queste soluzioni consentono di bilanciare conservazione e valorizzazione, cultura ed economia, qualità dell’offerta e della domanda, oltre che salvaguardare il diritto di accesso? O è solo un altro modo per fare cassa?
Pareri discordanti
I sostenitori della proposta ritengono che sia giusto e utile regolamentare i flussi e mettere a reddito i nostri beni culturali, come a Roma è già stato fatto con il Pantheon (che però ha visto, nell’ultimo anno, i propri visitatori ridotti a un terzo).
C’è chi ritiene che il sistema di accesso a numero chiuso e su prenotazione sia giusto, ma che non abbia molto senso il pagamento di un ticket: cioè, prenotazione sì ma pagamento no.
Forse ci potrebbero essere altri modi per contrastare l’overtourism, che non consistano nello scoraggiare i visitatori con tasse di soggiorno mascherate. La cultura non dovrebbe essere di tutti e, per sua natura, gratuita? Gli spazi pubblici non dovrebbero essere disponibili per tutti?
Forse bisognerebbe incentivare maggiormente altre strategie quali la destagionalizzazione, la promozione anche di aree meno frequentate delle città, il differenziamento di orari di apertura dei luoghi di interesse artistico e culturale, il miglioramento delle infrastrutture.
E tu cosa ne pensi?
- Trovi che la vita nelle grandi città sia resa più difficile a causa di un eccesso di turismo di massa?
- Pensi che ingressi su prenotazione, con tempi contingentati e pagamento di biglietti possa mettere ridurre l’impatto ambientale nei centri delle città d’arte?
- Avresti proposte alternative da suggerire?
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Mi piace il vostro sito !vorrei vedere più aggiornamenti, la pagina più curata,giornalmente nuovi poster dove sie più partecipi.
Sono contraria al pagamento per vedere fontana di trevi
d’accordo sul numero chiuso ma contraria al pagamento
Ma io non capisco perché dovete guadagnare su tutto… Lasciate i nostri monumenti come sono e non modificate le cose per il vostro guadagno…
la fontana ha una storia e cosi deve rimanere.
Sono d’accordo sul numero chiuso, perché non tutti rispetto le nostre bellissime opere d’arte. Ci sono i pro e i contro, il turismo di massa è l’aspetto negativo ma è anche vero che l’afflusso dei turisti portano “soldi”. A proposito di soldi non sono d’accordo sul far pagare.
io sono contraria al numero chiuso perche penso , che se un va in vacanza per visitare la citta dovrebbe avere la liberta
Non sono d’accordo sul pagamento e poco anche sul numero chiuso, i tempi delle vacanze non sono così dilatati e già per vedere Roma 5/6 giorni non bastano, se poi aggiungiamo il numero chiuso, non si riesce a vedere le bellezze di Roma