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Che cos’è un test di assaggio: il case study

Il test di assaggio rappresenta il “core business” di Testpoint. Non c’è prodotto che sfugga al test di assaggio: dalla pasta al sugo, dai succhi ai gelati, dai prodotti da forno ai surgelati, generalmente si mettono a confronto in una sessione più referenze dello stesso prodotto.

 

Il fieldwork per un test di assaggio può coinvolgere un numero elevato di persone per città e si può replicare in più città.

 

I test di assaggio si svolgono essenzialmente in central location: fino a qualche tempo fa, era necessario reperire spazi attrezzati come bar o ristoranti, ma ora sono disponibili strutture specificamente attrezzate con cucine professionali, piastre a induzione, forni, frigoriferi, congelatori ecc. quindi non è più necessario rivolgersi a strutture esterne.

 

Il reperimento

Il primo passo è sempre il reperimento di persone che rispondano ai criteri di screening (che siano cioè consumatori di quel prodotto con frequenza variabile, il campione deve essere rappresentativo per sesso, età ecc.)

 

Un test di assaggio solitamente prevede circa 100 casi, cioè ci sono almeno 100 persone coinvolte per ogni città; nel caso in cui siano previste 4 città, parteciperanno al test almeno 80 persone in ogni città. I partecipanti vengono invitati in una central location per l’assaggio che in genere prevede il confronto tra il prodotto/prototipo e un paio di competitor già sul mercato. In una sessione si assaggiano al massimo 5 prodotti in un’ora. Si può arrivare ad un massimo di 10 prodotti da assaggiare in due volte.

 

I prodotti da testare

Ogni prodotto va preparato e servito secondo un suo protocollo specifico e naturalmente, se sono coinvolte più location, la procedura deve essere la stessa in tutte le location.

 

I prodotti da testare possono essere i più vari, dalla merendina che si deve semplicemente togliere dalla confezione e servire, a prodotti cucinati al momento come pasta, gnocchi, sugo, o anche carne, o prodotti congelati da cuocere in forno.

 

Se il test di assaggio riguarda la pasta, si organizzano sessioni con un numero limitato di persone perchè bisogna cucinare il prodotto al momento e servirlo, il che richiede un certo tempo. La pasta viene servita con olio e sale in modo da poterne valutare il gusto e la consistenza senza l’interferenza del sugo.

 

Se, invece, l’oggetto del test è un sugo, si effettua una prima valutazione visiva servendolo in ciotoline, poi si passa all’assaggio sulla pasta in modo da valutarlo caldo, chiedendo però ai rispondenti di considerare il sugo e non la pasta.

 

Il pancarrè si assaggia sia tal quale sia come tramezzino farcito con formaggio e prosciutto.

 

Le bibite meritano un discorso a parte: bisogna fare molta attenzione alla temperatura a cui devono essere servite, quindi non soltanto il frigo deve essere settato alla temperatura giusta ma anche la bibita deve essere servita alla temperatura corretta.

 

Per la birra si deve anche fare in modo che ci sia sempre la stessa quantità di schiuma, e la bevanda deve essere servita appena versata dalla bottiglia/lattina.

 

Un test di assaggio per prodotti surgelati è abbastanza complesso: i prodotti devono essere cucinati al momento, tutti preparati nello stesso modo, badando, per esempio, a mettere sempre lo stesso numero di pezzi nel forno ecc.

 

Le postazioni e la cucina

I consumatori sono sistemati in apposite postazioni, separate l’una dall’altra da divisori da tavolo. In genere si utilizzano tavoli divisi in due postazioni (per esempio, 8 tavoli divisi in 2). E’ importante che tavolo, tovaglioli, stoviglie, bicchieri, tutto sia bianco per evitare che il colore possa interferire durante la valutazione visiva del prodotto.

 

Sul tavolo ci sono sempre acqua naturale e crackers non salati o pane bianco in modo da pulire il palato tra un assaggio e l’altro. Quando si fanno test in più città, bisogna sempre usare la stessa marca di acqua o di crackers in tutte le città in modo da avere le stesse condizioni dappertutto.

 

Le postazioni sono inoltre attrezzate con tablet in modo che il rispondente possa registrare le sue risposte dopo ogni assaggio.

 

Perchè il protocollo sia rigorosamente rispettato, è importante che la persona che si occupa della preparazione dei prodotti sia sempre la stessa per tutta la durata del field.

 

Le persone in cucina e quelle che servono i prodotti devono essere abbigliate adeguatamente, devono cioè indossare retina per capelli, guanti, grembiule esattamente come nella cucina di un ristorante.

 

Naturalmente, tra una sessione e l’altra, tutto viene cambiato e pulito.

 

La parola chiave? Uniformità

Per tutta la durata del test, per tutte le città e per tutti i prodotti, come abbiamo già sottolineato, è essenziale che tutto si svolga in modo uniforme e standardizzato, nella più scrupolosa osservanza del protocollo concordato con il committente.

 

Proprio per controllare che tutto si svolga con precisione e uniformità, durante i test di assaggio il Cliente è spesso presente.

Che cos’è un test di assaggio: il case study ultima modifica: 2020-07-14T12:06:30+02:00 da Maria Molinari