{"id":8514,"date":"2020-03-18T15:04:09","date_gmt":"2020-03-18T14:04:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.testpoint.it\/?p=8514"},"modified":"2020-03-18T15:04:09","modified_gmt":"2020-03-18T14:04:09","slug":"se-fossi-una-tavoletta-di-cioccolata-saresti-fondente-o-al-latte-partecipa-allinchiesta-di-opinioncity-di-marzo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.testpoint.it\/en\/se-fossi-una-tavoletta-di-cioccolata-saresti-fondente-o-al-latte-partecipa-allinchiesta-di-opinioncity-di-marzo-2\/","title":{"rendered":"Ecco i risultati dell&#8217;inchiesta di Marzo: Se fossi una tavoletta di cioccolata, saresti fondente o al latte?"},"content":{"rendered":"<p><b>Se fossi una tavoletta di cioccolata saresti fondente o al latte?  <\/b><\/p>\n<p><b>FONDENTE 53%<\/b><\/p>\n<p><b>AL LATTE 47%<\/b><\/p>\n<p><i>Una valanga di risposte ci ha letteralmente travolto: oltre 4000 cittadini di OpinionCity hanno voluto prendere parte al nostro sondaggio esprimendo le loro \u201cdolcissime\u201d preferenze. Ma la questione evidentemente rimane aperta, visto che il nostro pubblico \u00e8 praticamente spaccato a met\u00e0, con una leggera prevalenza dei \u201cfondentisti\u201d sui \u201clattisti\u201d.<\/i><\/p>\n<h2>Cioccolato fondente vs. al latte: il duello<\/h2>\n<p><i>Ancora un appuntamento con il nostro gioco del \u201cse fossi\u201d, e questa volta abbiamo voluto coinvolgervi in uno di quei sondaggi fatti apposta per spaccare in due il pubblico! Chiedere se siete del popolo del fondente o del cioccolato al latte \u00e8 un po\u2019 come chiedere se preferite il mare o la montagna, il dolce o il salato, se la vostra squadra \u00e8 la Juventus o il Napoli, se amate i Beatles o i Rolling Stones: una di quelle dicotomie, per intenderci, che gettano luce sulla personalit\u00e0 dell\u2019intervistato.<br \/>\nAnche perch\u00e9 \u00e8 facile immaginare che la scelta non \u00e8 solo una questione di appagamento sensoriale, ma ha  delle implicazioni psicologiche e va ad individuare due diverse categorie di consumatori.<\/i><\/p>\n<h2>Una storia millenaria <\/h2>\n<p>Come tutti sanno, il cioccolato deriva dalla lavorazione dei semi della pianta del cacao, pianta antichissima coltivata dai <strong>Maya<\/strong> gi\u00e0 3000 anni fa. Le popolazioni precolombiane attribuivano alla pianta e alle sue fave <strong>significati  mistici e religiosi<\/strong>, associandola alla dea della fertilit\u00e0, e ne facevano uso durante cerimonie rituali consumandola sotto forma di bevanda aromatizzata con vaniglia e peperoncino.<\/p>\n<p>Con la <strong>conquista spagnola<\/strong>, il cacao sbarca nel nostro continente, ma ci vogliono pi\u00f9 di 100 anni perch\u00e9 se ne affini la lavorazione con aggiunta di zucchero e la cioccolata si diffonda e si affermi in tutta Europa. <\/p>\n<p>Nel XVII secolo la nuova bevanda divenne un lusso diffuso tra i nobili d&#8217;Europa, e gli Olandesi, abili navigatori, ne strapparono agli Spagnoli il controllo mondiale e il predominio commerciale. Nella Venezia del \u2018700, le \u201cbotteghe del caff\u00e8\u201d sono anche \u201cbotteghe del cioccolato\u201d dove si fa a gara a proporne nuove versioni. <\/p>\n<p>\nLa preparazione di bevande al cioccolato diventa una vera passione e finalmente nasce il primo cioccolatino da salotto, mentre la prima barretta fa la sua apparizione in Inghilterra a inizio \u2018800. In Italia, le prime tavolette furono prodotte a <strong>Modica<\/strong>, in Sicilia. Ancora oggi, il cioccolato di Modica \u00e8 famoso in tutto il mondo perch\u00e9 la sua particolare lavorazione a freddo e la presenza di spezie come vaniglia, cannella insieme ad agrumi e frutta secca, gli conferisce un gusto tutto particolare. <\/p>\n<p>Nel 1879 <strong>Rudolph Lindt<\/strong> infine invent\u00f2 il processo chiamato <strong>concaggio<\/strong> (conching), che consiste nel mantenere a lungo rimescolato il cioccolato fuso per assicurarsi che la miscelazione sia omogenea. Il cioccolato prodotto con questo metodo \u00e8 il cosiddetto &#8220;<strong>cioccolato fondente<\/strong>\u201d. <\/p>\n<p>The <strong>cioccolato al latte<\/strong>, dal gusto pi\u00f9 dolce e morbido, viene lanciato sul mercato solo verso la fine dell\u2019800 per la geniale intuizione dello svizzero <strong>Henri Nestl\u00e8<\/strong>, che fino ad allora si era occupato della produzione di alimenti per l\u2019infanzia. <\/p>\n<h2>\nCioccolato o cioccolata? Un dilemma goloso! <\/h2>\n<p>\nCi sono differenze tra i due termini? Oggi, nell\u2019uso comune, utilizziamo la parola \u201ccioccolato\u201d per la tavoletta, mentre con \u201ccioccolata\u201d ci riferiamo alla bevanda. Fino alla fine dell\u2019800, si utilizzavano ben quattro termini diversi per indicare la bruna golosit\u00e0: <em>cioccolato, cioccolata, cioccolate e cioccolatte<\/em>. <\/p>\n<p>\nSuccessivamente, il termine \u201ccioccolato\u201d \u00e8 sopravvissuto in Lombardia, mentre nel resto dello Stivale si parlava di \u201ccioccolata\u201d. Poi i due termini hanno preso ciascuno la sua strada: cioccolato per indicare la pasta di cacao e i suoi derivati solidi e cioccolata per la versione liquida.<\/p>\n<h2>Cosa ci dice la scienza? <\/h2>\n<p>Oggi sappiamo che il cioccolato fondente ha propriet\u00e0 straordinarie. Il cioccolato amaro, con almeno 70% di cacao, <strong>migliora il sistema immunitario, la memoria, l&#8217;umore e riduce lo stress<\/strong>.  Ha effetti stimolanti dovuti alla presenza di <strong>teobromina<\/strong>, sostanza simile alla caffeina. Molti studi dimostrano come l&#8217;assunzione di cioccolato stimoli il rilascio di <strong>endorfine<\/strong>, in grado di aumentare il buon umore tanto da riuscire a vincere persino il dolore. <\/p>\n<p>In genere, tanto maggiore \u00e8 la percentuale di cacao, tanto pi\u00f9 rilevante \u00e8 la presenza di flavonoidi: da questo punto di vista il fondente batte sicuramente il cioccolato al latte. Quest\u2019ultimo, inoltre, contiene una maggiore percentuale di grassi e quindi fornisce un numero maggiore di calorie. <\/p>\n<p>In ogni caso, attenzione a non esagerare: ci sono anche ricerche che sembrano confermare che il consumo frequente di cioccolato possa condurre ad una forma di dipendenza detta <strong>cioccolismo<\/strong> (per analogia con l\u2019alcolismo). <\/p>\n<p><h2>\u201cFondentisti\u201d e \u201clattisti\u201d: due diversi profili psicologici? <\/h2><\/p>\n<p>Ci credereste? Questi due termini, un po\u2019 scherzosi, sono dei neologismi entrati recentemente a far parte niente meno che dell\u2019Enciclopedia Treccani! <\/p>\n<p>Potrebbe sembrare facile tracciare l\u2019identikit del \u201c<em>fondentista<\/em>\u201d: il gusto amaro del fondente sembra adattarsi ad un tipo rigoroso, esigente, perfezionista, una persona abituata a confrontarsi con le difficolt\u00e0 della vita e a combattere a muso duro. Si tratta di un amante dei sapori forti, decisi e contemporaneamente raffinati.  Difficilmente infatti il cioccolato fondente sar\u00e0 gradito a un bambino, mentre sar\u00e0 preferito dall\u2019universo maschile adulto, alla ricerca di un piacere raffinato e \u201ccerebrale\u201d.<\/p>\n<p>Il \u201c<em>lattista<\/em>\u201d,  invece, farebbe pensare a qualcuno pi\u00f9 indulgente con se stesso, pi\u00f9 legato ai ricordi dell\u2019infanzia.  Si tratta di qualcuno che ama la morbidezza, che adora coccolarsi in modo delicato. Pertanto sembrerebbe che il cioccolato al latte possa incontrare pi\u00f9 facilmente il gusto sia del pubblico infantile che di quello femminile, alla ricerca di un\u2019esperienza sensoriale pi\u00f9 totalizzante. <\/p>\n<p>Ma \u2026 c\u2019\u00e8 un ma! Da recenti ricerche, si \u00e8 rilevato che non si tratta di due universi contrapposti ma piuttosto di due mondi complementari: le scelte non sono quasi mai definitive e radicali, ma variano a seconda della situazione psicologica del momento e del tipo di piacere che ci si vuole concedere. C\u2019\u00e8 insomma una tavoletta giusta per ogni occasione! <\/p>\n<h2>Il cioccolato nell\u2019immaginario collettivo<\/h2>\n<p>Nella letteratura troviamo tracce di cacao in Goethe,  Alessandro Manzoni, Gabriele D&#8217;Annunzio, Leonardo Sciascia. Leopardi pass\u00f2 a miglior vita solo dopo aver bevuto con gran gusto l\u2019ennesima tazza di cioccolata, di cui era golosissimo, Dickens evidenzia il legame tra cioccolata e aristocrazia, Joyce ne parla in \u201cGente di Dublino\u201d, per Kerouac una tavoletta di cioccolata potrebbe salvare l\u2019anima del protagonista ne \u201cI vagabondi del Dharma\u201d, sino ad arrivare al 1964 quando Roald Dahl pubblic\u00f2 la favola per bambini \u201cLa fabbrica di cioccolato\u201d. <\/p>\n<p>\nEd \u00e8 ben noto l\u2019amore del grande schermo per il cioccolato che \u00e8 stato protagonista di tanti film da \u201cChocolat\u201d a \u201cLa fabbrica del cioccolato\u201d a \u201cLezioni di cioccolato\u201d fino ad arrivare a \u201cForrest Gump\u201d che ne ha fatto una pietra miliare spiegando che &#8220;la vita \u00e8 come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita&#8221;.<\/p>\n<h2>Hai trovato interessante questo articolo?<\/h2>\n<p>Puoi condividerlo con i tuoi amici oppure lasciare un commento in basso. 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