{"id":14511,"date":"2024-03-27T10:05:07","date_gmt":"2024-03-27T09:05:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.testpoint.it\/?p=14511"},"modified":"2024-03-27T10:22:21","modified_gmt":"2024-03-27T09:22:21","slug":"14511-risultati-inchiesta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.testpoint.it\/en\/14511-risultati-inchiesta\/","title":{"rendered":"Baby influencer: un fenomeno in ascesa. Quanto sei d\u2019accordo? Ecco i risultati dell\u2019inchiesta\u00a0"},"content":{"rendered":"<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Abbiamo affrontato ancora una volta un tema di grande interesse: un argomento che coniuga<\/em><em> <\/em><em>l&#8217;attualit\u00e0 con il mondo del marketing e gli studi scientifici sul consumatore che ne sono alla base. Quando poi questo mondo coinvolge i bambini e il loro sano sviluppo psicologico, il dibattito tra i nostri attenti cittadini di OpinionCity non pu\u00f2 che essere ampio e articolato.<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Con quasi 3.000 voti, i cittadini di OpinionCity si sono espressi cos\u00ec<\/em>:\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Molto\/Abbastanza 23%<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Poco\/Per niente&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 77%<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dal mondo dei testimonial a quello degli influencer&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La differenza sostanziale tra <strong>testimonial<\/strong> and <strong>influencer<\/strong> \u00e8 che il testimonial, per rendere efficace il messaggio commerciale, deve essere un personaggio gi\u00e0 noto, una <strong>celebrity<\/strong> come si dice ora.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">The <strong>testimonial<\/strong> si rivolge ad un pubblico vasto ma con cui non interagisce direttamente, lavora recitando un copione e non ha nessun riscontro immediato sul maggiore o minore successo della sua azione pubblicitaria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019<strong>influencer,<\/strong> invece, pu\u00f2 essere chiunque, anzi il suo messaggio \u00e8 tanto pi\u00f9 penetrante quanto pi\u00f9 \u00e8 veicolato da una <strong>persona normalissima<\/strong>; \u00e8 qualcuno che appare come un consigliere spassionato e attendibile proprio perch\u00e9 slegato dai circuiti tradizionali del marketing.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019influencer non ha un pubblico, ma dei <strong>follower<\/strong> con cui condivide momenti di vita e con cui intrattiene rapporti quasi amichevoli, conquistando la loro fiducia. Questo \u00e8 sufficiente a stimolare nei follower un bisogno di imitazione se non addirittura di identificazione. Cos\u00ec, \u00e8 sufficiente che l\u2019influencer, mentre chiacchiera pacificamente di una qualsiasi banalit\u00e0 del suo quotidiano, sorseggi una certa bevanda, indossi un certo braccialetto giocherellando con i ciondoli, o prenda in mano un certo modello di smartphone, ed ecco che questo basta a stimolare in chi guarda un desiderio di identificazione e di possesso.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 nemmeno particolarmente importante che la platea dei follower sia molto numerosa. Oggi il marketing si affida molto a <strong>mini-influencer<\/strong> (utenti che hanno profili seguiti da 10.000 a 100.000 follower) o addirittura a <strong>nano-influencer<\/strong> (da 1000 a 10.000 follower) perch\u00e9 questi hanno delle grandi capacit\u00e0 di persuasione e di coinvolgimento all\u2019interno della loro ristretta cerchia di seguaci e risultano quindi particolarmente utili a raggiungere piccole nicchie di mercato dove mancano leader di settore.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I baby influencer: nascita di un fenomeno antropologico&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma come e quando \u00e8 nato il fenomeno dei <strong>baby influencer<\/strong>? Da studi effettuati da sociologi e antropologi, pare che tutto sia cominciato anni fa con le <strong>mamme blogger<\/strong>: all\u2019inizio dell\u2019era digitale, molte mamme, soprattutto di primi figli, cominciarono ad aprire blog sui quali descrivevano le loro esperienze con il beb\u00e8, condividendole con altre giovani mamme alle prese con gli stessi problemi. I blog diventavano cos\u00ec luogo di scambi di consigli e di esperienze.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con l\u2019avvento di <strong>Instagram<\/strong> e di altri social network, le mamme blogger hanno rinunciato a scrivere testi lunghi e dettagliati, passando a tipi di comunicazione pi\u00f9 immediata, basata essenzialmente su <strong>immagini.<\/strong> Le immagini hanno sostituito i testi e i bambini sono diventati protagonisti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi, tra i baby influencer, troviamo figli di coppie famose che condividono le foto dei loro pargoli nei vari momenti del quotidiano, mettendo bene in mostra outfit, giocattoli e accessori di vario genere. In alcuni casi, le celebrities stabiliscono dei veri e propri <strong>accordi commerciali<\/strong> o delle <strong>partnership pubblicitarie<\/strong> con aziende produttrici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma non \u00e8 detto che i bimbi influencer siano sempre figli di personaggi noti. Dal momento in cui i genitori hanno scoperto l\u2019interessante aspetto economico della faccenda, sono spuntati come funghi canali YouTube e account Instagram che hanno come protagonisti bambini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Generalmente, vediamo questi bimbi in scene che sembrano del tutto naturali ma che in realt\u00e0 sono dei set cinematografici specificamente allestiti da genitori che si sono trasformati in abili registi della loro prole. Quanto pi\u00f9 la scena appare naturale e il bambino si mostra sereno e a suo agio, tanto pi\u00f9 penetrante sar\u00e0 il messaggio che si vuole trasmettere.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec, per esempio, un video di un bimbo che apre a ripetizione uova di cioccolata o scatole di giocattoli facendo espressioni buffe e divertite, riceve milioni di visualizzazioni e va a solleticare il gusto dell\u2019aprire scatole a sorpresa. E\u2019 il fenomeno dell\u2019<strong>unboxing<\/strong> che con queste modalit\u00e0 va a pubblicizzare il mondo dell\u2019<strong>e-commerce<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le leggi sui Baby Influencer&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, ma chi tutela il bambino? Esistono leggi specifiche che disciplinano una materia cos\u00ec delicata? Per la verit\u00e0, finora esiste molto poco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>Francia<\/strong> \u00e8 il primo paese ad aver emanato recentemente una legge a tutela dei baby influencer. Lo scopo della legge \u00e8 quello di regolare la presenza dei bambini nelle piattaforme digitali e social, tutelando sia l\u2019aspetto economico che quello d\u2019immagine dei minori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In<strong> Italia<\/strong> non esiste una legge specifica che tuteli i bambini nel mondo online: si fa riferimento alle leggi che ne tutelano gli interessi quando i minori sono impiegati nel mondo dello spettacolo o in altre attivit\u00e0 sportive o commerciali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, il caso dell\u2019impiego di bambini in un mondo virtuale non coinvolge solo l\u2019aspetto economico e commerciale ma interessa tutto quanto attiene al diritto all\u2019immagine e alla tutela della privacy.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, soprattutto, \u00e8 necessario dare importanza preminente all\u2019aspetto del sano sviluppo psicologico del minore, scaraventato in un mondo troppo grande per lui, in cui \u00e8 molto facile confondere realt\u00e0 e finzione perdendo dei sani punti di riferimento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Hai trovato interessante questo articolo?&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Puoi condividerlo con i tuoi amici oppure lasciare un commento in basso. 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