Ecco i risultati dell’ inchiesta di Novembre: “rinunceresti ai piatti ed ai bicchieri di carta per non inquinare l’ambiente?”

PIATTI risultati inchiesta

Eccoci al nostro appuntamento della campagna di comunicazione di OpinionCity “Non chiederti cosa può fare il mondo per te, ma cosa puoi fare tu per il mondo”. La nostra community intende così confermare il proprio impegno nel diffondere il rispetto per l’ambiente in cui viviamo. Unisciti a noi!

Oltre 2900 cittadini di OpinionCity hanno ritenuto giusto intervenire nel primo sondaggio della nostra nuova campagna sullo sviluppo sostenibile. I nostri cittadini si esprimono così si:94%, no:6%.
Esaminiamo quindi insieme quali sono i comportamenti corretti da seguire, perché, è bene ricordarlo, non dobbiamo chiederci cosa possa fare il mondo per noi, ma cosa possiamo fare noi per il mondo.

Il piatto piange…

Sapevate che l’Italia è uno dei principali produttori europei di stoviglie usa e getta di plastica? E che il consumo pro capite è arrivato a quasi 2 chilogrammi all’anno? Incredibile, vero? Mense scolastiche, mense aziendali, feste e sagre, ma anche catering di compagnie aeree… Ogni giorno, montagne di plastica derivate dall’utilizzo massiccio di stoviglie monouso vanno ad invadere il nostro pianeta ponendoci problemi di non facile soluzione per il loro smaltimento.

E’ un problema serio che non solo va affrontato a livello di normativa, ma sul quale è bene che ciascuno di noi si interroghi per poter fare scelte ragionate e non dettate solo dalla praticità e dalla comodità.

Nell’indifferenziato o nella plastica? Che dilemma…

Cominciamo da qui. La risposta sembrerebbe scontata: stoviglie di plastica? Nel cassonetto della plastica! E invece non è proprio così: in molti comuni, fino a qualche anno fa, le stoviglie in plastica monouso andavano smaltite nell’indifferenziato. Si trattava di un problema esclusivamente burocratico! Infatti vanno differenziati ed eliminati nella plastica solo gli imballaggi di plastica: di fronte ad un oggetto, quindi, bisognava chiedersi se, al momento dell’acquisto, serviva ad imballare qualcosa. I bicchieri, i piatti e le posate di plastica non sono contenitori e proprio per questo andavano eliminati nell’indifferenziato! Successivamente, le normative sono cambiate e anche le stoviglie sono entrate a pieno titolo nella raccolta differenziata. Tuttavia, non dappertutto esiste una filiera specifica per il recupero, in quanto spesso si tratta di plastiche definite eterogenee.

In alcuni comuni si fa una differenza tra plastica “usa e getta” e plastica “durevole”: la prima si può eliminare nella plastica (a condizione che sia pulita dai residui di cibo), la seconda invece conferita nell’indifferenziato. I bicchieri usa e getta possono essere smaltiti nella plastica, le posate, invece, nel secco.
Insomma, diciamo la verità, sembra che le norme siano fatte apposta per scoraggiare il cittadino più volenteroso!

L’Europa dice stop!

Già da un paio di anni la Francia ha avviato un graduale percorso di sostituzione delle stoviglie monouso in plastica con altre realizzate in materiali idonei al compostaggio. Via libera, quindi, a materiali biobased, ottenuti cioè da materie prime rinnovabili come amido di mais, fibre di cellulosa o di bambù.

Ora la normativa si è estesa a tutta l’Europa: è di questi giorni al notizia che verranno gradualmente messi al bando i 10 prodotti in plastica considerati più inquinanti per i nostri mari e le nostre spiagge, partendo da quelli per i quali sono più facilmente disponibili valide alternative.

E in Italia?

Al di là di quanto ci impongono le normative europee, anche da noi gradualmente si sta facendo strada un maggior senso civico e una maggiore coscienza ecologica.
In molti comuni, nelle mense scolastiche si è scelto di adottare stoviglie realizzate con materiali biodegradabili e compostabili, così come in molte mense aziendali si è preferito tornare ai piatti in ceramica e ai bicchieri in vetro.

Ci sono in materia anche diverse proposte di legge che vorrebbero ridurre e gradualmente eliminare la plastica anche da feste e sagre.

Mater-bi e gli altri

Quali sono allora i materiali utilizzabili perché le nostre stoviglie usa e getta non vadano ad impattare negativamente sull’ambiente?

Primo fra tutti, il Mater Bi, materiale innovativo, conosciuto anche come “bioplastica” che tra l’altro è un prodotto tutto italiano, ottenuto a partire dall’amido di mais, è in grado di ridurre le emissioni di gas serra, innescando un circolo virtuoso per cui materiali di origine agricola tornano a fine ciclo alla terra, attraverso processi di biodegradazione e compostaggio.

Altro materiale interessante è il il PLA, un biopolimero rigido e trasparente ideale per bicchieri usa e getta trasparenti. Deriva dalla fermentazione degli zuccheri contenuti nell’amido.

Ci sono poi bioplastiche realizzate da noccioli di avocado, da rifiuti di carne e da scarti dell’industria del legno… ormai sono numerose le possibilità di scelta che si offrono a noi consumatori per dare il nostro contributo verso la risoluzione dei grandi problemi di carattere ambientale.

Un nuovo stile di vita è possibile!

Certo! Al prossimo pic-nic, per il compleanno del bambino, per la cena in giardino, non dobbiamo necessariamente rassegnarci a lavare montagne di piatti ma, con un po’ di attenzione, possiamo reperire sul mercato tutto quanto ci serve realizzato però in materiali ecocompatibili: daremo il nostro contributo alla tutela dell’ambiente e diffonderemo il messaggio che ciascuno di noi può fare qualcosa per il mondo in cui viviamo.

E tu cosa ne pensi?

  • Saresti disposto a rinunciare,all’occorrenza, alle stoviglie in plastica in favore di quelle in ceramica o di quelle in materiali biodegradabili?

  • Pensi che sia utile/necessario sensibilizzare i cittadini verso la riduzione dell’utilizzo di stoviglie monouso e la loro sostituzione con prodotti di origine biologica?

  • Quali suggerimenti ti sentiresti di dare per ridurre l’utilizzo di stoviglie in plastica delle nostre città?

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Ecco i risultati dell’ inchiesta di Novembre: “rinunceresti ai piatti ed ai bicchieri di carta per non inquinare l’ambiente?” ultima modifica: 2018-11-21T09:25:34+00:00 da Marcello De Stefano

14 commenti a “Ecco i risultati dell’ inchiesta di Novembre: “rinunceresti ai piatti ed ai bicchieri di carta per non inquinare l’ambiente?””

  1. Bisogna partire dalle nostre casa a ridurre l uso di plastica, usando stoviglie in ceramica, comprando detersivi alla spina e cosa più importante andare a prendere l acqua ai distributori collocati in strada. Vi assicuro che è più controllata di quella comprata in bottiglie. Io sono molto attenta a cercare di limitare al massimo il consumo di plastica là dove è possibile. Articolo interessantissimo spero che si faccia ancora più sensibilizzazione su questo argomento

  2. Mah… Se fossero davvero così i risultati nella realtà, potremmo bandire gli assai inquinanti prodotti usa e getta in plastica già da domani! Ma poi, in effetti, quanto siamo realmente disposti a farne a meno? Io faccio parte di quel 6%: non ne faccio assolutamente un uso quotidiano e li compro solo in rarissimissime occasioni! Ma sfido chiunque ad organizzare una festa o una sagra di paese o altri eventi o, molto più banalmente, acquistare una coppetta di gelato da portar via senza utilizzare la plastica usa e getta. Anche io son d’accordo a limitarne l’uso o ad ideare alternatice biocompostabili… Ma fino a quel momento chiediamoci se, effettivamente, possiamo farne a meno! Una cosa è esser d’accordo nel limitarne l’uso (io in primis), un’altra farne effettivamente a meno sempre (e diventa molto più complicato)

  3. Io utilizzo di rado i piatti, bicchieri e posate di plastica. Non le amo particolarmente, fino a 12/15 ospiti utilizzo quelli normali, poi se gli invitati son di più son sincera, utilizzo la plastica, ma accade molto raramente

  4. La plastica non mi piace altera il sapore dei cibi poi devi stare attenta con quelli caldi, non sono per niente pratici. Preferisco i piatti in porcellana in qualsiasi situazione perché ritengo che risparmiare l’ambiente dall’inquinamento sia un nostro dovere e se cominciamo dalle piccole cose abbiamo fatto già tanto

  5. Sono contenta vedere che maggior parte della gente l’ha pensa come me. Io non uso mai i piatti di plastica forse qualche volta i bicchieri….ma raramente. Complimenti per l’iniziativa…un pò a volta sono sicura che si può cambiare!

  6. Non amo utilizzare i piatti in plastica. Uso specialmente quelli in porcellana. Solamente se ho a cena tante persone, sopra i 15 per praticità prendo quelli in carta riciclata.

  7. Parto dal presupposto che a me le cose di plastica non mi piacciono per niente preferisco lavare 100 volte le stoviglie piuttosto che usare quelle di plastica che fanno tanta pattumiera e poi siamo realistici sono tutte cose reciclate non e molto salutare mangiare nelle cose di plastica

  8. Direi che la cosa è a monte bisognerebbe ritornare agli anni dei nostri genitori quando anche il latte veniva servito in bottiglie di vetro che poi venivano restituite purtroppo o per fortuna per una questione d igiene crediamo che utilizzare il monouso sia più igienico ma spesso non lo è come per L acqua in bottiglie di plastica che vengono conservate sotto al sole, io nel mio piccolo cerco di eliminare il più possibile la plastica

  9. Credo che sia giustissimo evitare di inquinare ancora. Ormai in casa tutti abbiamo la lavastoviglie quindi non capisco perché usare la plastica. Piccoli sacrifici per grandi cambiamenti.

  10. Non amo utilizzare ne piatti ne bicchieri di plastica, neppure se ho molti amici a cena. Uso stoviglie in ceramica perchè mi trovo meglio e mi sento più pulita. E’ un piccolo sacrificio, ma ne vale la pena!!!!! Lo consiglio a tutti cosi risparmiarno l’ambiente dall’inquinamento.

  11. io sarei disposta ad utilizzare materiali lavabili e non sprecare più plastica, che inquina l’ambiente: purtroppo gli interessi economici e la negligenza dei cittadini non permettono la diffusione di una coscienza ambientale, per cui essi andrebbero sensibilizzati con campagne pratiche ed efficaci. bisognerebbe predisporre in città dei materiali riutilizzabili affinché i cittadini non comprino più la plastica.

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